STATUS QUO - LIVE capitol SKBB-11623 2 LP 1977 CAN
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Description
PREMESSA: LA SUPERIORITA' DELLA MUSICA SU VINILE E' ANCOR OGGI SANCITA, NOTORIA ED EVIDENTE. NON TANTO DA UN PUNTO DI VISTA DI RESA, QUALITA' E PULIZIA DEL SUONO, TANTOMENO DA QUELLO DEL RIMPIANTO RETROSPETTIVO E NOSTALGICO , MA SOPRATTUTTO DA QUELLO PIU' PALPABILE ED INOPPUGNABILE DELL' ESSENZA, DELL' ANIMA E DELLA SUBLIMAZIONE CREATIVA. IL DISCO IN VINILE HA PULSAZIONE ARTISTICA, PASSIONE ARMONICA E SPLENDORE GRAFICO , E' PIACEVOLE DA OSSERVARE E DA TENERE IN MANO, RISPLENDE, PROFUMA E VIBRA DI VITA, DI EMOZIONE E DI SENSIBILITA'. E' TUTTO QUELLO CHE NON E' E NON POTRA' MAI ESSERE IL CD, CHE AL CONTRARIO E' SOLO UN OGGETTO MERAMENTE COMMERCIALE, POVERO, ARIDO, CINICO, STERILE ED ORWELLIANO, UNA DEGENERAZIONE INDUSTRIALE SCHIZOFRENICA E NECROFILA, LA DESOLANTE SOLUZIONE FINALE DELL' AVIDITA' DEL MERCATO E DELL' ARROGANZA DEI DISCOGRAFICI .
STATUS QUO
"live"
Disco Doppio 2 LP 33 giri , 1977, Capitol / Emi , SKBB - 11623, vinyl pressing UK, cover printing and manufacturing CANADA
CONDIZIONI BUONISSIME , both vinyls ex++ , cover ex+.
Gli Status Quo sono una hard rock band inglese molto popolare negli anni Settanta, con una forte vena boogie. Il gruppo fu fondato dal bassista Alan Lancaster e dal chitarrista Francis Rossi nel 1962.
Tra i pochissimi gruppi degli anni Sessanta in grado di mantenersi sulla cresta dell'onda fino ai giorni nostri, gli Status Quo hanno costruito la loro carriera su un grande livello di successo conseguito per decenni soprattutto nel Regno Unito, dove - a torto o a ragione - vengono considerati una sorta di istituzione nazionale. La band è una tra le più longeve ed attive del panorama musicale inglese e rimane ancora oggi molto amata e popolare in vaste parti del globo.
Autori di una vastissima discografia, devono molto della loro fama alla produzione di un hard-boogie rock molto semplice e facilmente identificativo, fondato su una salda tecnica ad intreccio tra chitarre elettriche, struttura di base essenziale in tre accordi e coinvolgenti esibizioni dal vivo.
Tra i molti e prestigiosi primati detenuti dalla band, figura anche il record del maggior numero di singoli piazzati nelle classifiche inglesi, più di sessanta hits dal 1968 ad oggi.
"Live" è il titolo del primo album dal vivo registrato dalla rock band inglese Status Quo, pubblicato nel marzo del 1977.
Live! is the first live album by English Rock band Status Quo. It contains 2 records. It is an amalgam of performances at Glasgow's Apollo Theatre between 27 and 29 October 1976, recorded using the Rolling Stones Mobile Studio.- Interprete: Status Quo
- Etichetta: Capitol records / Emi of canada
- Catalogo: SKBB-11623
- Data di pubblicazione: 1977
- Supporto:vinile 33 giri
- Tipo audio: stereo
- Dimensioni: 30 cm.
- Facciate: 4
- Copertina apribile / gatefold sleeve, original picture inner sleeves
Dopo i consensi ottenuti nel 1975 con la versione live single del brano Roll Over Lay Down, gli Status Quo decidono di incidere un vero e proprio album dal vivo.
Per la registrazione vengono fissate tre date - 27, 28 e 29 ottobre 1976 - presso l’Apollo Theatre di Glasgow, notoriamente uno dei posti più “caldi” e fragorosi della piazza britannica.
Impeccabile per la perizia delle esecuzioni, la nitidezza delle incisioni e la qualità della produzione, il prodotto viene rilasciato come doppio album e premiato dal pubblico con un grande successo commerciale (al n. 3 in UK e ai vertici delle classifiche in molti paesi) aggiungendosi di diritto ai numerosi classici già sfornati dalla band.
Il lavoro è tuttora ritenuto uno tra i migliori live album della storia del rock.
Tracce
Disco 1 lato A
- Junior's Wailing - 5:20 - (White/Pugh)
- a) Backwater (Parfitt/Lancaster) / b) Just Take Me - 7:35 - (Parfitt/Lancaster)
- Is There a Better Way - 4:28 - (Lancaster/Rossi)
- In My Chair - 4:07 - (Rossi/Young)
Disco 1 lato B
- a) Little Lady (Parfitt) / b) Most of The Time - 6:50 - (Rossi/Young)
- Forty-Five Hundred Times - 17:10 - (Rossi/Parfitt)
Disco 2 lato A
- Roll Over Lay Down - 6:07 - (Rossi/Young/Parfitt/Lancaster/Coghlan)
- Big Fat Mama - 5:00 - (Rossi/Parfitt)
- Caroline drum solo - 6:35 - (Rossi/Young)
- Bye Bye Johnny - 6:18 - (Berry)
Disco 2 lato B
- Rain - 4:50 - (Parfitt)
- Don't Waste My Time - 4:55 - (Rossi/Young)
- Roadhouse Blues - 14:23 - (Morrison)
Formazione
- Francis Rossi (chitarra solista, voce)
- Rick Parfitt (chitarra ritmica, voce)
- Alan Lancaster (basso, voce)
- John Coghlan (percussioni)
Altri musicisti
- Andy Bown (tastiere)
- Bob Young (armonica)
Recorded, with perfect timing, just as Status Quo hit their live peak, 1977's double Live album is, contrarily, a timeless reminder of just how much power and excitement was bound up in the band through the mid-'70s -- and on, in fact, into the early '80s. It would be several years before the group turned into the faintly embarrassing cabaret singalong that scarred the latter years of their career, a fact that Live broadcasts via a picture-perfect snapshot of the last calm before that particular storm. Touring to support 1976's Blue for You (U.S. title Status Quo) album, the band is still reaching back to the dawn of the decade for material. "Junior's Wailing" and "In My Chair" both date back to the tentative days of 1970, as Status Quo prepared to slide from psych to boogie without knowing whether there was even an audience for such a shock. The fact that there was, of course, would be celebrated with some of the most visceral singles of the decade. "Roll Over Lay Down," "Rain," "Don't Waste My Time," and, most impressively, "Caroline" all slough off well-loved 45s, to be transformed into veritable show-stoppers, while the LP epics "Forty-Five Hundred Times" and "Roadhouse Blues" receive marathon workouts that all but defy gravity. The mid-'70s were a golden age for double-live albums, and from Frampton Comes Alive to Thin Lizzy's Live and Dangerous, the era is littered with what now rank as classics. Status Quo's Live effortlessly takes its place alongside those most hallowed of halcyon howlers, and no matter what else the band might have become in later years, this is what they sounded like before that happened. Priceless.
Gli Status Quo cominciarono come gruppo freakbeat rock and roll nel 1962. La fondazione del gruppo si deve a Francis Rossi (nato a Peckam il 29 maggio 1949) proveniente da una famiglia di chiare origini italiane, e Alan Lancaster (Peckam, 7 febbraio 1949), allora imberbi adolescenti che suonavano nella stessa orchestra jazz alla Sedgehill Comprehensive School. Ispirandosi agli artisti allora più in voga (come gli Shadows e Cliff Richard), Rossi e Lancaster decisero di dar vita a una band in principio chiamata "Scorpions", in seguito ribattezzata "The Spectres" e tennero il loro primo concerto al Samuel Jones Sports Club a Dulwich, a sud di Londra.
Fu nel 1963, con l'avvento di John Coghlan (Dulwich, 19 settembre 1946) alla batteria e poi di Roy Lynes alle tastiere, che la formazione cominciò ad assumere quella fisionomia definitiva grazie alla quale, da lì a qualche anno, le si spalancheranno le porte del successo. Gli Spectres iniziarono a scrivere brani loro e a suonare in giro per i pub della capitale, riuscendo ad acquisire una certa notorietà come gruppo di avanguardia negli ambienti del beat londinese. Nel 1965, nel corso di un tour estivo in un campo vacanze a Butlin's Minehead, ebbero modo di conoscere il cantante-chitarrista Rick Parfitt (Woking, 12 ottobre 1948), che allora suonava con un misconosciuto gruppo chiamato "The Highlights", usando lo pseudonimo di Rick Harrison.
Prima della fine del 1965 Francis e Rick, ormai diventati intimi amici, si separarono per dedicarsi ai progetti con le rispettive band, ma si impegnarono a lavorare insieme nel futuro. Nel frattempo, il 18 luglio 1966 gli Spectres raccoglievano i primi frutti del loro intenso girovagare per i locali londinesi riuscendo a firmare un contratto di cinque anni con l'etichetta Piccadilly Records. Vennero pubblicati subito alcuni singoli - I (Who Have Nothing), Hurdy Gurdy Man e, agli inizi del 1967, (We Ain't Got) Nothin' Yet - ma tutti con un deludente esito commerciale.
Storia della band
Il successo
Dati i modesti risultati ottenuti, nel 1967 il gruppo decise di cambiare per la prima volta indirizzo musicale rivolgendosi alle atmosfere incantate della psichedelia. Gli Spectres mutarono il loro nome in Traffic (successivamente modificato in Traffic Jam per non essere confusi con i Traffic di Steve Winwood), e pubblicarono il singolo Almost But Not Quite There ma, anche in questo caso, con risultati commerciali molto incerti.
Tuttavia, il momento della svolta era ormai vicino: nella seconda metà del 1967, Rick Parfitt optò di abbandonare il suo gruppo a causa di screzi con gli altri componenti e decise di unirsi definitivamente ai Traffic Jam in qualità di secondo chitarrista.
Gli Status Quo dal vivo in Olanda nel 2006.
Dopo l'arrivo del nuovo membro, nel mese di novembre la band cambiò il proprio nome in The Status Quo (denominazione assunta non per ragioni particolari, ma solo perché di semplice percezione e agevole da ricordare) e registrò il singolo Pictures of Matchstick Men, un brano composto da Rossi, la leggenda vuole mentre si era chiuso nel bagno di casa dopo un litigio con la giovanissima moglie.
« E’ assolutamente vero, scrissi il pezzo mentre mi trovavo nel bagno di casa. Mi c’ero rinchiuso non per le usuali ragioni… ma per stare un po’ lontano da mia moglie. Rimasi lì seduto alcune ore e alla fine avevo scritto tre quarti della canzone. Il resto lo composi in salotto, sul divano…. »
(Francis Rossi)
Il pezzo ottenne un forte lancio pubblicitario grazie alla prima partecipazione del gruppo alla trasmissione televisiva "Top Of The Pops" e arrivò fino al settimo posto nella Top 10 britannica, divenendo il primo 45 giri di successo degli Status Quo. Grazie ai consensi ottenuti, la band partì per una intensa tournée e si recò per la prima volta in Argentina (dove il singolo andò al primo posto), Brasile e Messico; furono inoltre organizzate 16 date negli Stati Uniti[13] dove il gruppo venne accolto come degno esponente della cosiddetta "british invasion", nel novero, cioè, delle sfarzose bands inglesi che, sfruttando il percorso aperto dai Beatles, bucavano fino ai vertici delle classifiche il mercato della musica mondiale dell'epoca.
L'exploit che seguì a livello internazionale fece della canzone uno dei brani più popolari della musica psichedelica, nonché tuttoggi il singolo del gruppo più venduto negli USA. Nel settembre del 1968 gli Status Quo pubblicarono il loro primo album Picturesque Matchstickable Messages from the Status Quo e continuarono a far parlare di loro grazie al brano Ice in the Sun, che giunse fino all'ottavo posto in classifica, confermandoli apprezzati esponenti della corrente psichedelica.
Tuttavia, l'anno successivo, né l'album Spare Parts, né i singoli da esso estratti riuscirono ad ottenere il successo preventivato: il pubblico mostrò di non gradire i nuovi arrangiamenti orchestrali e molti tra gli addetti ai lavori inclusero gli Status Quo tra le band da One-hit wonder (cioè, il tipico gruppo da un successo e via).
Dimostrando grande caparbietà, la band scelse di reagire operando una vera e propria rivoluzione che riguardò non solo il nome (il gruppo decise di abbandonare l'articolo "The" per chiamarsi solamente "Status Quo"), ma soprattutto la direzione musicale, praticamente opposta a quella precedente, e da qui in avanti fermamente orientata verso un boogie-rock pieno di energia e carico di rabbia, e un look trasandato, fatto di lunghi capelli, camicie sdrucite e jeans strappati. Fu un rivolgimento totale, frutto di un intenso periodo di ricerca, ma, di fatto, operato nel volgere di pochi mesi, che condusse il gruppo a produrre una musica sicuramente meno complessa ma, quel che è certo, anche di enorme richiamo commerciale.
Francis Rossi, fondatore e leader degli Status Quo.
Ecco come Francis Rossi ricorda quella fase:
« Ci mettemmo a lavorare davvero sodo: suonavamo sei, a volte sette notti su sette, e quasi sempre in locali differenti. Guadagnavamo poche sterline a spettacolo, ma il pubblico si mostrava ogni sera più appassionato e questo ci dava la carica per continuare... »
(Francis Rossi)
Sulla stessa linea Rick Parfitt:
« Il nostro ritorno al successo avvenne in maniera graduale e senza l'appoggio della casa discografica che non credeva nel nostro cambiamento. Fu grazie al pubblico che comprendemmo di aver intrapreso la strada giusta! »
(Rick Parfitt)
Assai importante nell'affermazione della band si rivelò la figura di Bob Young, un giovane scrittore e poeta il quale, oltre ad accompagnare il gruppo suonando l'armonica a bocca in numerose esibizioni dal vivo, cominciò anche a collaborare in qualità di paroliere alla stesura di molti nuovi e fortunati brani.
Resosi conto che la nuova strada imboccata dai compagni lasciava ormai pochissimo spazio al suo strumento, il tastierista Roy Lynes decise di abbandonare la band nel 1970. Il gruppo pertanto si definì stabilmente come quartetto (Rossi, Parfitt, Lancaster, Coghlan), abbandonò la Pye e cominciò a dedicarsi anima e corpo ad una intensissima serie di concerti in giro per l'Inghilterra. Alla fine, la grande occasione arrivò: grazie al consenso di pubblico riscosso (in particolare al festival di Reading nel mese di agosto del 1972), la band riuscì a concludere un nuovo contratto con l'etichetta Vertigo Records.
A partire da quel momento, il gruppo iniziò ad autoprodurre i propri lavori conoscendo una scia interminabile di successi: tutti gli album (ben quattordici) pubblicati dagli Status Quo dal 1972 al 1982 entrarono nella Top 5 delle classifiche inglesi (quattro di essi raggiunsero direttamente il primo posto), mentre enorme successo riscuotevano singoli come Paper Plane (1972), Caroline (1973), Down Down (primo nella classifica di vendite nazionali nel gennaio 1975), Rockin' All Over the World (sette milioni di copie vendute nel 1977) e Whatever You Want (1979). Fu grazie a questa impressionante serie di successi che la band riuscì a costruire un solido (e, ancora oggi, pressoché incrollabile) rapporto con il pubblico specialmente inglese.
L’arresto di Vienna Il 28 maggio del 1976, con la band all’apice del successo, grande eco fu data alla notizia che Rossi, Parfitt e Lancaster erano stati arrestati a Vienna con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.Era accaduto che sbarcati nell’aeroporto della celebre capitale austriaca allo scopo di svolgervi una serie di concerti, gli Status Quo erano stati subito bloccati per un controllo nel quadro di un meticoloso servizio d’ordine generale; ma quando l’impulsivo Lancaster si avvide che un ufficiale di polizia insisteva pervicacemente nel perquisirlo per il sospetto di trovargli dello stupefacente addosso, senza riuscire a controllarsi gli allentò un solenne ceffone e ne nacque una infelice zuffa nella quale rimasero coinvolti anche Rossi e Parfitt. Tratti in arresto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, i tre rimasero in prigione per una settimana ma se la cavarono con il pagamento di una cauzione.
“Fu una delle peggiori esperienze della nostra vita”, ammise più tardi Rick Parfitt.
Nonostante fossero divenuti una delle migliori rock band provenienti dal Regno Unito, gli Status Quo videro spesso la critica prendere le distanze dalla loro produzione discografica, giudicata in certi frangenti eccessivamente semplice e disimpegnata. In alcuni casi, tuttavia, anche gli addetti ai lavori si accodarono al pubblico nel riconoscere il giusto valore alle produzioni della band: album come Hello! (1973, N. 1 in UK), On the Level (1975, N. 1 in UK) e Whatever You Want (1979, N. 3 in UK), vennero quasi unanimemente riconosciuti come genuina espressione della genialità di una band capace di esprimersi non solo attraverso un rock piacevolmente semplice e lineare, ma, in certi casi, anche con lavori connotati da pregevoli contenuti qualitativi.
Ma dove tutti furono d'accordo fu nel riconoscere che gran parte della fortuna di Rossi e compagni era dovuta alla straordinaria verve esternata nelle esibizioni dal vivo: il loro 1977 Live!, il doppio album dal vivo registrato all'Apollo di Glasgow nell'ottobre del 1976, oltre ad avere riscosso, all'epoca della pubblicazione, notevole successo di vendite internazionali (N. 3 in UK e disco di platino in molti paesi), viene tuttora ritenuto uno dei live più intensi della storia del rock.
Nel 1976 gli Status Quo realizzarono una cover della canzone dei Beatles Getting Better per il documentario musicale All This and World War II. In quello stesso anno cominciò a collaborare con il gruppo anche il tastierista Andrew Bown, ex membro dei The Herd e dei Judas Jump, che tuttavia rimase con il contratto della EMI di artista solista, suonando quindi come accompagnatore esterno e restando non accreditato agli album degli Status Quo fino al 1982.
All’avanguardia nella elaborazione di nuovi metodi di promozione musicale, gli Status Quo vengono anche ricordati per essere stati la prima rock band ad aver intuito l’importanza di strategie di collegamento tra il mercato discografico e le grandi major commerciali. Nel 1976, per promuovere Blue for You, uno dei loro album di maggior successo, stipularono un miliardario contratto pubblicitario con l’industria della Levi’s Strauss comparendo vestiti in blue jeans in decine di migliaia di manifesti disseminati in tutto il Regno Unito. A partire da quel momento, rock e grandi marchi commerciali non si sarebbero mai più divisi.
Gli anni '80 e '90
Il chitarrista Rick Parfitt, membro della band dal 1967.
Nei primi anni Ottanta, grazie a singoli come What You're Proposing e Something 'Bout You Baby I Like, la band riuscì a consolidare ulteriormente il suo successo mantenendosi saldamente ai vertici delle liste di gradimento del pubblico.
Tuttavia, dopo anni di successi e di vita in comune, cominciarono ad affacciarsi e a lasciare il segno le prime frizioni all'interno della band, ulteriormente aggravate da un consumo sempre più smodato di cocaina ed altre sostanze stupefacenti. Irrimediabilmente, ciò contribuì a rendere ancora più instabile il già precario equilibrio tra i quattro, conducendo all'ineluttabile chiusura del ciclo della band con la storica formazione originale.
Il primo duro colpo alla solidità del gruppo venne inferto da John Coghlan che al termine del 1981 lasciò i compagni per essere sostituito alle percussioni da Pete Kircher, proveniente dagli Honeybus. Con questa formazione dalla vita effimera gli Status Quo incisero ancora due album prima di approdare allo scioglimento.
In verità, anche dopo l'abbandono di Coghlan, la band mostrava di essere ancora tra le più amate e seguite del panorama musicale internazionale; e difatti, con la pubblicazione dell'album intitolato 1+9+8+2 = XX, conosceva l'ennesima annata di successo impiantandosi di nuovo ai vertici delle classifiche inglesi. Perfino il principe Carlo e la sua consorte Lady Diana si scomodarono per assistere e presenziare ad un loro concerto al N.E.C. di Birmingham (cosa fino a quel momento mai accaduta ed inaudita per qualunque membro della famiglia reale inglese).
A dispetto di ciò, i disaccordi interni al gruppo erano ancora ben lontani dall'esaurirsi e, anzi, finirono ben presto per logorare in maniera praticamente irreparabile anche i rapporti tra i componenti superstiti.
I contrasti maggiori nacquero in occasione della registrazione dell'album del 1983 Back to Back, soprattutto in relazione ai due brani trainanti che verranno in seguito pubblicati come singoli. In particolare, Alan Lancaster aveva scritto il brano Ol' Rag Blues, ma rimase profondamente irritato dal fatto che la casa discografica avesse scelto di pubblicare la versione cantata da Francis Rossi anziché quella cantata da lui. Inoltre, sempre Alan oppose un duro ostracismo verso un brano composto da Francis, Marguerita Time, adducendo che si trattava di un pezzo completamente inadeguato per la band in quanto troppo leggero ed orientato verso il pop. Anche su questo fronte, però, la spuntò Francis e il singolo, fatto saggiamente uscire in prossimità delle feste natalizie, giunse fino alla terza posizione in Inghilterra.
Il Live AidSir Bob Geldof.
Il 13 luglio del 1985 le più grandi star del rock si riunirono a sostegno delle popolazioni africane afflitte dalle carestie e, grazie alla gigantesca organizzazione messa in piedi da Bob Geldof, diedero vita ad uno degli eventi dal vivo più importanti della storia della musica moderna, il Live Aid. Quando Geldof invitò gli Status Quo a partecipare, la band stava attraversando uno dei momenti più difficili della intera carriera: tra devastanti liti interne ed un uso sempre più indiscriminato di alcolici e stupefacenti, il gruppo di fatto non esisteva più e perciò, in principio, l’offerta era stata rifiutata. Fu grazie alle insistenze di Geldof che i componenti della band superarono le incomprensioni personali per essere presenti e dare il loro contributo alla causa. Alla fine, gli Status Quo aprirono l’evento esibendosi a mezzogiorno al Wembley Stadium di Londra e la loro apparizione venne seguita da un pubblico stimato in seicento milioni di spettatori collegati in diretta televisiva in tutto il mondo, mentre Rockin’ All Over the World, brano di inizio della loro performance, divenne l’inno della manifestazione.
Nonostante il successo fosse ancora ben saldo, era evidente che i conflitti all'interno del gruppo erano ormai tali da non consentire più una serena convivenza: gli Status Quo annunziarono il loro addio suonando l'ultima volta nel luglio 1984 nel Milton Keynes Bowl e si riformarono in via eccezionale con Alan al basso per esibirsi come gruppo di apertura al Live Aid, lo storico concertone organizzato per motivi di beneficenza da Bob Geldof allo stadio londinese di Wembley il 13 luglio 1985.
« Alla fine, fu necessario separarci. Ormai era diventato impossibile registrare in studio così come suonare dal vivo. Ricominciare senza Alan Lancaster fu doloroso, ma inevitabile... »
(Francis Rossi)
L’esibizione tenuta al Live Aid rimane probabilmente anche la loro più celebre, anche se condita da una bizzarria finale: gli Status Quo aprirono il concerto con una buona performance a mezzogiorno (eseguendo la storica Rockin' All Over the World), ma si ripresentarono sul palco a fine serata con tutti gli altri artisti per il coro finale completamente fatti di alcol e di coca.
Al termine del 1984, nel periodo di inattività con il gruppo, Rossi e Parfitt vennero convocati da Bob Geldof per dar vita alla "Band Aid" e partecipare insieme ai più noti artisti del rock inglese alla incisione del singolo Do They Know It's Christmas?, a sostegno delle sfortunate popolazioni africane prostrate dalle carestie.
Nel 1985, mentre Lancaster si trasferì in via definitiva in Australia dove entrò a far parte della rock band dei Party Boys, Rossi registrò due singoli insieme al paroliere Bernie Frost, suo vecchio partner nella composizione di numerosi brani. Anche Parfitt cominciò a lavorare per un album solista che però non venne mai pubblicato, anche se molti brani verranno in seguito registrati insieme ai "nuovi" Status Quo e pubblicati soprattutto come lato B dei singoli. Il bassista John 'Rhino' Edwards e il batterista Jeff Rich, entrambi ex componenti delle Judie Tzuke Band e Climax Blues Band, assistettero Parfitt durante le registrazioni.
Nell'estate del 1985, dando seguito alle pressanti richieste della casa discografica e di centurie di fans appassionati, Rossi, Parfitt e Bown iniziarono a lavorare per un nuovo album e, assieme a Edwards e Rich, diedero origine alla nuova formazione della band. Ma Lancaster, venutone a conoscenza, inviò subito dall'Australia una ingiunzione legale allo scopo di inibire al gruppo di utilizzare il nome "Status Quo" nei nuovi album senza la sua approvazione. L'ingiunzione costrinse la band a fermarsi per alcuni mesi, ma dopo un'annosa contesa giudiziaria, venne finalmente respinta in seguito a un'udienza della corte civile britannica nel gennaio del 1986.
Alla fine, il fortunato album In the Army Now vide la luce nell'estate del 1986: è ricordato specialmente per la grande affermazione dell'omonimo brano, che si impiantò immediatamente ai vertici delle classifiche internazionali e che, per l’argomento trattato (e con un esplicito video musicale che mostrava la durezza della vita dei soldati) divenne un inno dell’obiezionismo militare tra i giovani della allora Unione Sovietica, i quali, cogliendo il fervente clima di cambiamento dovuto alla nascente Perestrojka, si ponevano in aperta contestazione con la rigida politica bellica seguita fino a quel momento dal loro governo. Quando, nell’estate del 1988, gli Status Quo si recarono in tournée proprio in Unione Sovietica, il pubblico moscovita dell’Olimpic Stadium ripagò la band tributando un autentico trionfo, mentre le sospettose autorità russe seguirono l’evento con estrema attenzione e prima della ripartenza del gruppo trattennero a lungo e sottoposero a certosina perquisizione ogni singolo pezzo del loro gigantesco equipaggiamento da concerto.
Musicalmente sempre più vicina al pop, negli anni successivi la band continuò a pubblicare nuovo materiale e a scalare con regolarità le classifiche di vendita; appartengono a questa fase i singoli Burning Bridges (N. 3 in UK nel 1988), Anniversary Waltz (N. 2 in UK nel 1990) e l'inno celebratorio della squadra di calcio del Manchester United Come on You Reds (N. 1 in UK nel 1994). Nel 1990 Rossi e Parfitt festeggiarono la loro venticinquennale amicizia con l'antologia Rocking All Over the Years, che divenne l'album più venduto nella lunga storia del gruppo. Enorme successo riscosse anche Don't Stop (N. 2 in UK), un album di cover pubblicato nel 1996.
Sempre fedeli alla logica di essere dei duri ma senza mai prendersi troppo sul serio, diedero vita ad uno degli aneddoti più divertenti della loro carriera nel febbraio del 1991, quando furono chiamati per essere premiati alla cerimonia dei Brits Award per lo straordinario contributo dato all’industria musicale britannica. Qui Rossi e compagni si presentarono in perfetto smoking in linea con la solennità dell’evento e l’eleganza della serata, ma sbigottirono tutti i presenti quando, ricevuto il premio e rimasti soli sul palco per eseguire un pezzo, si stracciarono lo smoking di dosso rimanendo con la “tenuta” di jeans che avevano nascosta sotto il vestito.
La band continuò a lavorare senza sosta - anche con una intensa attività concertistica - fino al maggio del 1997, quando Rick Parfitt subì lo shock di un violento attacco di cuore. Sottoposto a intervento chirurgico, tre mesi dopo riuscì a tornare sulla scena con una memorabile esibizione a Norwich.
Il nuovo millennio
Rossi e Parfitt presentano la loro autobiografia nel 2004.
Il batterista Jeff Rich abbandonò il gruppo nel 2000 e venne sostituito dal più energico Matt Letley.[35] Nel 2001 anche il tastierista Andrew Bown fu costretto ad abbandonare la band per un anno a causa di ragioni familiari e venne provvisoriamente sostituito durante le esibizioni live da Paul Hirsh, precedentemente membro della band dei Voyager.
Recentemente vengono pubblicati sia lavori nuovi, sia diverse compilations con brani rari anche inediti della band. Il disco più rappresentativo dell'ultimo decennio è senza dubbio Heavy Traffic, album del 2002 che ha sancito il ritorno allo stile degli anni Settanta e ha subito provocato una nuova forte impennata dell'affetto del pubblico con un mastodontico tour mondiale da tutto esaurito.
Gli Status Quo sono famosi per la produzione di canzoni molto semplici caratterizzate dallo stesso schema: ritmo in 4/4 e struttura di tre accordi. Va però detto che le registrazioni del loro primo decennio dimostrano uno stile musicale molto variegato ed una complessità superiore rispetto alla maggior parte degli altri gruppi connazionali degli anni Sessanta. Peraltro, diversi singoli e molte tracce dei loro album, sono connotati da liriche impegnate e sonorità delicate, come ad esempio il singolo del 1979 "Living on an Island", nonché la traccia del 1980 (divenuta successivamente un singolo) "Rock'n'Roll", ironicamente e ad onta del titolo, definibile come una delle canzoni meno rock and roll mai registrate dal gruppo.
La band vanta una grande schiera di fans nel Regno Unito, dove detiene numerosi record di successi, a cominciare da quello del maggior numero di singoli che abbiano mai scalato le classifiche britanniche, finora ammontanti a più di sessanta, con ampio vantaggio sui Rolling Stones, i Queen e gli U2. Inoltre, pur non avendo più l'enorme seguito internazionale di un tempo, gli Status Quo continuano ad essere molto popolari in larghe parti d'Europa, specialmente in Scandinavia, Germania e Paesi Bassi.
Nel dicembre del 2005, grande scoramento suscitò nei fans l'annuncio che Parfitt stava sostenendo alcuni esami per un sospetto cancro alla gola, con conseguente annullamento di tutte le date del tour nel Regno Unito. Fortunatamente, fatti gli accertamenti, il 20 dicembre fu rivelato che il tumore era benigno e venne rimosso abbastanza agevolmente.
Il 1º luglio 2007, la band ha partecipato al "Concert for Diana" al Wembley Stadium di Londra, evento organizzato per commemorare e celebrare la vita di Lady Diana. Gli Status Quo hanno aperto la seconda parte del concerto eseguendo la celebre Rockin' All Over the World.
120 milioni di dischi venduti al mondo, più di trenta album nelle classifiche inglesi (in questo secondi solo agli Stones), record di oltre 100 apparizioni nella trasmissione televisiva "Top Of The Pops": sono solo alcuni numeri, ma esprimono la cifra di un consenso e di una popolarità che, specie nel Regno Unito, sembrano incrollabili, con vasti riconoscimenti ottenuti persino da organizzazioni che operano nel settore della musicoterapia, nonché - strano ma vero - ha visto la band anche oggetto specifico di studi, approfondimenti e tesi dottorali.
Numeri e record
Fronte esterno della Wembley Arena di Londra.
- Dischi venduti: 120 milioni;
- Il gruppo è l'unico a vantare presenze nelle Top 20 singles in Inghilterra per cinque decenni consecutivi (anni Sessanta/anni Duemila) - Record;
- Primato assoluto del maggior numero di singoli piazzati nelle classifiche inglesi: 65 brani dal 1968 ad oggi - Record;
- Maggior numero di album entrati nelle classifiche britanniche (più di 30) - secondi solo ai Rolling Stones;
- Concerti dal vivo: circa 6.000;
- Band col maggior numero di apparizioni nella trasmissione televisiva "Top Of The Pops" (106 esibizioni dal 1968 ad oggi) - Record;
- Gruppo col maggior numero di spettacoli nella prestigiosa Wembley Arena di Londra (40 concerti) - Record;
- Primo gruppo rock al cui concerto prendono parte membri della famiglia reale inglese (Carlo e Lady Diana presenti al N.E.C. di Birmingham il 14 maggio 1982);
- Il 21 settembre 1991 la band tiene quattro concerti in quattro città della Gran Bretagna (Sheffield, Glasgow, Birmingham, Wembley) in sole 11 ore e 11 minuti - Record;
- 13 luglio 1985, Londra, Wembley Stadium: aprono il Live Aid;
- Gli Status Quo si trovano al 34° posto nella classifica generale degli artisti che hanno venduto più dischi nel pianeta in tutti i tempi (elenco degli artisti musicali per maggiori vendite);
- Tra i numerosi premi ottenuti dalla band si segnalano il Brits Award (straordinario contributo all'industria musicale britannica), il World Music Award (superamento di cento milioni di dischi venduti) e il Silver Clef Award (eccezionale contributo alla musica).
Stile musicale
Ancora Francis Rossi con l'amata Telecaster verde.
Gli Status Quo hanno attraversato varie ere musicali e sono sopravvissuti a ciascuna di esse, a volte prendendo anche in prestito un po’ delle nuove sonorità (e dei nuovi stili) che le tendenze del momento proponevano.
Sono così riusciti ad esplorare una forte gamma di generi e sottogeneri del rock: il beat, il rock e il pop psichedelico negli anni Sessanta (uno dei loro momenti musicalmente più innovativi).
Poi, dai primi anni Settanta, un intenso periodo di ricerca li ha portati a sviluppare una notevole tecnica ad incrocio tra le chitarre di Rossi & Parfitt, grazie alla quale hanno percorso con successo l’hard rock, il boogie-woogie, il rock and roll, il blues rock e l’AOR, spingendosi fino al rock da discoteca alla fine del decennio (chi non ha mai ballato Whatever You Want?).
Inoltre, hanno rivisitato ed elaborato in chiave hard generi come il country rock e il folk rock, componendo gighe musicali di impostazione popolare e, in qualche raro caso, anche motivi arabeschi ispirati al beat e alla musica celtica (Gerdundula del 1971).
Infine, il pop rock e le sintesi elettroniche negli anni Ottanta. Nell’ultimo decennio sono tornati al classico genere hard che li rese celebri negli anni Settanta.
A notevoli sbocchi innovativi hanno dato vita brani come Mystery Song (1976), da molti ritenuti precursori del metal.
Gli Status Quo hanno avuto il merito di essere ascoltati da generazioni di artisti rock, nei confronti dei quali hanno finito con l’esercitare un’influenza a volte determinante. Band come Big Country, Bon Jovi, Coldplay, Europe, Peter Green (Fleetwood Mac), Groove Armada, Kaiser Chiefs, Metallica, Muse, Oasis, Quiet Riot, Spinal Tap, Stereophonics, The Rasmus e decine di altre, non hanno mai taciuto la loro ammirazione per loro.
In una intervista rilasciata alla rivista inglese Classic Rock nell’ottobre 2003, Lars Ulrich, batterista dei Metallica, ha dichiarato che i Quo sono tra i gruppi che più ne hanno ispirato lo stile e di essersi spesso recato a vederli anche dal vivo.
La svolta del 1970
Gli Status Quo sono noti per avere affrontato nella loro lunga carriera una sola vera (ma decisiva) svolta musicale a partire dal 1970. L’ascolto del blues rock dei Fleetwood Mac aprì loro lo sbocco al totale recupero della dimensione rock più diretta ed autentica, anche sulla scia dei lavori seminali di Chuck Berry, del quale amavano spesso proporre violente cover anche nei concerti dal vivo.
In questo la band si mosse in chiara dissonanza con quanto avveniva nel panorama musicale hard rock del periodo, proponendo una musica sì assai ruvida ed energica (non a caso i Quo sono citati quali esponenti autorevoli del genere hard) ma, nel contempo, differenziandosi dagli altri gruppi del genere, per avere improntato il loro stile a semplicità, immediatezza e (per lo più) disimpegno puro, con il prevalente, dichiarato obiettivo di divertire il pubblico.
Se è vero che per questo gli Status Quo sono stati spesso bersaglio di critiche anche feroci, per altro verso è stato proprio grazie a questi intendimenti che il gruppo è riuscito a sviluppare uno stile assai peculiare e distintivo riuscendo ad affermarsi sempre più come band “trasversale”, praticamente un “unicum” nel panorama musicale britannico, capace di resistere al tempo ed alle mode, con eco prolungata attraverso gli anni e forti consensi di pubblico anche nelle epoche successive.
Rapporto con la critica
Non certo idilliaco. Il periodo più apprezzato rimane quello degli anni Sessanta, quando gli Status Quo si imposero come gruppo di avanguardia nell’ambito della corrente psichedelica, prestandosi al più ampio sperimentalismo.
I rapporti subirono una netta metamorfosi dopo il passaggio al genere hard boogie-rock: all’enorme appoggio del pubblico non fecero riscontro giudizi altrettanto unanimi degli addetti ai lavori (specialmente inglesi) e a chi li disprezzò per l’eccessiva immediatezza dei toni e il troppo disimpegno, si contrapposero altri che invece elogiarono la genuinità e la purezza della loro musica.
Destino della band sotto il profilo critico, è di essere tuttora rimasta una tra le più discusse del panorama musicale britannico.
Carattere delle esibizioni
Gli Status Quo eseguono Gerdundula con quattro chitarre.
Gli Status Quo si presentano sul palco con jeans, scarpe da ginnastica, camicie sbracciate e le immancabili Fender Telecaster a tracollo dei due chitarristi Francis Rossi e Rick Parfitt.
Noto perfezionista, da anni Rossi si sottopone ad un ferreo esercizio fisico quotidiano: i concerti (che durano circa due ore) sono un concentrato di potente hard rock e boogie rock, scanditi da ritmo, energia e dinamismo, ma anche da ironia, provocazione e divertimento; molto viene lasciato alla capacità di improvvisazione strumentale ed alla interazione con il pubblico.
L’intera carriera del gruppo non sarebbe stata tanto imponente senza l’apporto della dimensione live. In quarant’anni di attività sono stati più di 6.000 i concerti tenuti ed è stato soprattutto grazie ad essi che la band è riuscita a mantenere tuttoggi una porzione di pubblico così vasta e fedele.
I fans italiani, però, sono spesso obbligati a varcare le Alpi per vederli dal vivo. Molto poche, infatti, le presenze del gruppo nel nostro Paese: alcune partecipazioni a trasmissioni televisive (in particolare, una come ospiti al festival di Sanremo nel 1980), una tournée nel 1981 e, infine, una acclamata esibizione al Monsters Of Rock Festival di Como, nel luglio 2004.
Nel 2006 la band è stata premiata con il UK Festival Award per la migliore performance live dell’anno nei festival rock del Regno Unito.
Formazione
Attuale
- Francis Rossi - chitarra solista, voce (1962 - oggi)
- Rick Parfitt - chitarra ritmica, voce (1967 - oggi)
- Andy Bown - tastiere (1982 - oggi)
- John 'Rhino' Edwards - basso (1986 - oggi)
- Matt Letley - batteria (2000 - oggi)
Ex-componenti
- Barry Smith - batteria (1962–1963)
- Jess Jaworski - tastiere (1962–1964)
- Roy Lynes - tastiere (1964–1970)
- John Coghlan - batteria (1963–1981)
- Alan Lancaster - voce, basso (1962–1985)
- Pete Kircher - batteria (1982–1985)
- Jeff Rich - batteria (1986–2000)
Di fatto, quinto componente della band negli anni Settanta fu Bob Young, coautore di molti brani e accompagnatore della band con l’armonica a bocca nei concerti live. Dal 2001, Young è tornato a collaborare con la band.
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